
Nel comune di Costa Volpino, troviamo un alto numero di chiese, dovuto alla presenza di molte frazioni
che compongono il comune stesso. Tutti questi luoghi di fede presentano, caratteristiche artistiche
interessanti, ma vi proponiamo solo due esempi, che a nostro parere possono chiarire in modo esplicito
il concetto di arte sacra nell'ambito locale.Come prima cosa bisogna sottolineare che le nostre mete
si trovano sulla costa sovrastante il centro abitato di Costa Volpino. Salendo di pochi chilometri ci troviamo
nella frazione di Branico, qui sopra uno sperone di roccia vicino al paesello sorge la chiesa dedicata ai
Santi Bartolomeo e Gottardo (1350, ampliata nel secolo XVII). Dopo anni di decadenza venne radicalmente restaurata
con due interventi nel 1934 e negli anni 1975 e seguenti. La facciata è di stile barocco seicentesco, messo in
risalto dai recenti restauri. Pronao, portale e campanile sono di semplice ma graziosa fattura.
L'interno,
a una navata con il soffitto piatto della platea e volta di botte nel presbitero il quale conserva gran
parte della struttura trecentesca e importanti affreschi coevi.
Gli affreschi di cui si discorre qui, furono
scoperti nel 1941 ma recuperati nel 1975, parroco don Enrico Pontoglio, cui va l'onore di averli salvati.
Il loro valore storico è grandissimo.
Ultima Cena (sec. XIV - seconda metà), affresco,
di ignoto pittore bergamasco. La disposizione dei personaggi (Apostoli e Gesù Cristo), da sinistra a destra, è:
Giacomo di Alfeo, Andrea, Bartolomeo, Matteo, Pietro - GESU' - Giovanni, Taddeo, Tommaso, Simone, Filippo, Giacomo
di Zebedeo e Giuda invece visto dal retro, separato dagli altri Apostoli. Si notano le belle suppellettili d'epoca
che sembrano tante ottime "nature morte".
Crocifissione (sec. XIV), affresco, di ignoto pittore bergamasco. Di rude ma efficace fattura. La rustica
spontaneità di questo affresco trasmette una suggestione che non si può dimenticare, che il restauro accennato
gli hanno mantenuta intatta. Indimenticabile il viso dei personaggi (S. Giovanni e la Vergine sostenuta da due
Pie Donne), in ispecie il Cristo.
Abbandonato l'abitato di Branico, proseguiamo sulla strada che si inerpica sulla costa per raggiungere la seconda tappa
del nostro viaggio all'interno del mondo religioso a Costa Volpino; pochi chilometri di curve e ci troviamo a Qualino,
centro di origine medioevale che si presenta suddiviso in piccole contrade con ballatoi e loggiati in legno che si
affaciano sulle viuzze.
Qui si erge la Chiesa dedicata a S. Ambrogio (sec XVII - 1902). Ricostruita nel Seicento
sulle vestigia della chiesa quattrocentesca e prolungata nel 1902 su disegno di Giuseppe Pellini. E' senza la più
bella e vasta chiesa della Costa. Facciata con portico rinascimentale con colonne in arenaria.
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Portale (sec XVIII). Splendido portale in marmo nero con intarsi vari di marmo rosso e fregi bianchi. Di stile
barocco tardivo ma di buonissima fattura, più nei particolari che nell'armonia dell'insieme. Ottima, ad esempio, la
scultura del Pellicano (immagine di Cristo) che si dissangua per amore verso isuoi neonati. Si trova in alto, sul timpano.
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Altar Maggiore (sec. XVII). E' posto sopra due gradini di marmo nero (ricollegandosi così allo stile del portale) con intarsi bianchi.
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Paliotto. Ha al centro, in marmo bianco, la scena del Sacrificio di Abramo e ai lati due angioletti bianchi di ottima fattura. Il resto è tutto un motivo a fogliami e volute barocche.
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Espositorio. Splendida e grande opera, in legno con intarsi, colorato e dorato, spoglio ormai delle statuette e delle
colonne tortili, rubate nel 1969. Ha la forma di un tempio a due ordini, pentapartito e terminato da una cupola con la Croce.
Posto sopra il tabernacolo, costituisce con il ciborio un unico insieme architettonico. Sembra di scuola dei Ramus
(a parere di alcuni esperti).
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Madonna in gloria con i santi Ambrogio, Antonio Abate, Giorgio e Bartolomeo (sec. XVII), pala ad olio su tela, di ignoto.
E' di buona fattura, forse di Domenico Carpinoni, autore certo della Madonna del Rosario, di seguito illustrata.
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Cornice Lignea (sec. XVII), di ignoto. Di stile barocco e di fattura ottima con arco mistilineo, contornata da girali
e cinque angioletti musicanti. Attribuita alla bottega dei Fantoni. Esiste nota di esecuzione (1736), presso il Museo
Fantoni. Non è stata rintracciata dagli esperti fantoniani.
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Madonna del Rosario con Santi Domenico e Chiara (sec. XVII), olio su tela, di Domenico Carpinoni, di ottima fattura;
una delle migliori opere di questo pittore clusonese.