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Palazzi storici ¬

L'Alto Sebino è ricco di interessanti mete culturali. Alcune di queste riguardano i palazzi storici. Dopo aver costeggiato la sponda del lago dalla parte della sponda bergamasca giungiamo a Riva di Solto, con un vivace e caratteristico gruppo di vecchie case a ridosso del lago; all'inizio del paese, sulla sinistra, sorge un Palazzo Secentesco con cortile e portici affacciati sul lago. La storia del piccolo borgo è assai antica, anche se le prime testimonianze architettoniche pervenuteci risalgono al periodo medievale, quando l'abitato fu massicciamente fortificato.

Proseguendo verso la strada che porta a Solto Collina giungiamo a Sovere, dove possiamo trovare i maestosi:
  • Palazzo Silvestri (1860) ora sede della Scula Media Statale conserva all'interno affreschi del Guadagnini di Esine. Nel palazzo sono conservati altri pregevoli affreschi.

  • Palazzo Venturi (1616) edificato in stile barocco conserva all'interno un salone, di questo stile, tra i più grandi della provincia di Bergamo. Possiede un bel soffitto affrescato.

  • Palazzo Bottaini, in parte risrtutturato, ospita la sede della Biblioteca Civica. La Chiesa Parrocchiale, dedicata a San Martino di Tours, già ricordata in un documento del 1959, fu restaurata nel 1596 e sostanzialmente modificata verso la fine del 1800. Il Convento dei Frati Cappuccini è il primo convento della confraternita in terra bergamasca essendo del 1571. La chiesa conserva una tela attribuita a Palma di Giovane.

Sebinia.netConcluso il viaggio a Sovere possiamo giungere a Lovere, sede culturale e centro artistico. La piazza del porto è preceduta dal Palazzo Tadini, elegante palazzo in stile neoclassico con ampio portico che si affaccia a lago. L'edificio fu opera dell'architetto veronese Sebastiano Salimbeni e fu costruito tra il 1805 ed il 1810 per ospitare la raccolta d'arte del cremasco conte Luigi Tadini. Palazzo Tadini al suo interno comprende una galleria d'arte che ospita, oltre alla vasta pinacoteca, le scuole di disegno e di musica ed un museo di armature, porcellane, bronzi, oggetti archeologici rinvenuti negli scavi locali e antichi disegni. Al pianterreno, nell'annessa cappella ottocentesca dove sono conservate le spoglie della famiglia Tadini, si distingue sulla parete sinistra il monumento sepolcrale in marmo bianco scolpito dal Canova nel 1822.
L'accesso alla pinacoteca, salito l'ampio scalone, è dominato dalla bella sala dei concerti, con un grande dipinto raffigurante la "Canonizzazione di Pio V". Nelle 22 sale del museo sono raccolti moltissimi dipinti, tra i quali si evidenziano opere di grande valore artistico.

Sebinia.netA lato della parrocchiale chiesa di S. Maria sorge il cinquecentesco Palazzo Bazzini (ora canonica), bell'edificio a tre corpi e cortile interno preceduto da un imponente portale; poco discosti, affacciati sulla passeggiata che costeggia il lago sorgono i due Palazzi Gregorini e Marinoni (sec. XVI), altrettanti esempi di quell'architettura signorile che trasse benefici impulsi dalla maggiore vitalità economica e commerciale coincisa con il dominio veneto.Sebinia.net Giungiamo infine a Pisogne, dove sulla piazza che sale in leggera pendenza si affacciano antichi edifici, porticati ed abitazioni signorili. Belli, la settecentesca Villa dei Conti Damioli con un grande parco ricco di piante esotiche in parte adibito a verde pubblico e il Palazzo Fanzago. Sull' angolo tra la piazza S. Costanzo e l'antica via S. Marco che sulla facciata ha medaglioni in stucco che raffigurano tutti (o quasi) i personaggi de I promessi sposi di Alessandro Manzoni. Per scoprire una piccola meraviglia presente in via S. Marco, il turista deve alzare lo sguardo sul palazzo che, altissimo, sorge sulla sua sinistra: è il Palazzo Fanzago, di una antica famiglia pisognese originaria di Clusone.Sebinia.net Una famiglia che si è andata estinguendo, avendo donato i suoi rampolli al sacerdozio. Meriterebbe che se ne facesse la storia, tanto è importante: Basti pensare che annovera tra i suoi componenti scrittori di opere morali, come Giacomo Filippo (1729 - 1769) morto nella piena maturità; uno scultore, Cosimo; il costruttore del famoso orologio Fanzago di Clusone; fonditori di campane e mortai, etc. Questa, che conteneva un grande salone affrescato, ospitò importanti convegni patriottici, fino al 1899, quando vi tenne un famoso discorso Giuseppe Zanardelli ed ebbe anche l'onore di accogliere le spoglie del Martire S. Costanzo, in attesa che i Fantoni di Rovetta terminassero di intagliare l'urna destinata a contenerle. Di tutto questo resta soltanto il ricordo storico. Mentre oggi sulla facciata fanno bella mostra di sè, - anche se sarebbe neccessario un adeguato restauro per ridar loro il colore antico, - splendidi medaglioni raffiguranti, in stucco, i principali personaggi dei Promessi Sposi manzoniani: Renzo, Lucia, Fra Cristoforo, il Conte Zio, etc. Sono stucchi molto finemente lavorati, dovuti ad un anonimo autore della prima metà dell'Ottocento: qualche decennio dopo l'uscita della prima edizione del romanzo.
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