
Lovere è terra di grande religiosità grazie anche alla presenza delle due Sante loveresi,
Bartolomea Capitanio e Vincenza Gerosa, vissute nel secolo scorso e canonizzate nel 1950.
Prorio dal Santuario - Museo delle Sante che incomincia, il viaggio attraverso i luoghi di
fede più significativi di Lovere. Dove fino a circa cent'anni fa c'era una delle porte del
paese antico, quella di Valle Seriana, sorge ora, a ridosso di quello che fu il palazzo di
una nobile famiglia loverese, i Gaia, la Chiesa dedicata alle due sante loveresi, Bartolomea Capitanio
e Vincenza Gerosa. Questa costruzione religiosa fu terminata nel 1938 ed edificata seguendo,
anacronisticamente, uno stile che richiama molto direttamente il gotico lombardo. Al suo interno,
colonne, mosaici, vetrate istoriate, il complesso delle tre navate e dei matronei consegna un prodotto
architettonico molto particolare.

Annesso al Santuario esiste dal 1982 il Museo
delle Sante, realizzato in occasione del 150° anniversario della fondazione dell'Istituto. In esso
sono raccolti oggetti, documenti, fotografie e ambienti che riportano i visitatori indietro nel
tempo, alla scoperta dello stile di vita di Lovere e delle Sante in particolare nel secolo scorso.
Bacheche e vetrine presentano le origini di Lovere e i luoghi dove le Sante sono nate, vissute
e dove hanno iniziato a svolgere la loro attività; in altri spazi sono ricostruite le abitazioni
delle famiglie modeste di Lovere nell'800; poi ancora oggetti e strumenti usati dalle prime suore
del Conventino, e infine le stanze e gli oggetti personali di Bartolomea e Vincenza.
Una visita di
sicuro interesse storico e religioso. Per le visite al museo, è opportuno rispettare gli orari di
apertura del Santuario ( dalle 7 alle 12 e dalle 14 alle 18 ); per effettuare delle
visite guidate
bisogna prenotare telefonando allo 035/960147.
Come precedentemente accennato il Santuario si trova alle porte del vecchio paese, scendendo all'interno
del borgo medioevale e percorrendo Borgo S. Maria una delle vie più caratteristiche di Lovere,
testimonianza del dominio della Repubblica di Venezia, si giunge in prossimità della Basilica di S. Maria,
seconda tappa del nostro viaggio all'interno della Lovere religiosa.
Santa Maria venne edificata tra il 1473 e il 1480
per il volere e l'intervento delle famiglie di antica nobiltà loverese come i bazzini e i Celeri e della
ricca corporazione dei produttori di panno. Questi, allora attivi in Lovere, hanno disseminato nel tessuto
urbano cospicue testimonianze della loro floridezza economica. Una di queste è proprio il quartiere che
prende il nome di "Borgo Santa Maria", che edificato nel XV secolo oltre le mura del vecchio
centro medioevale per far luogo a dimore e magazzini di alcuni fabbricati si è concluso con la costruzione
del nuovo tempio a testimonianza della "pietas" e della munificenza di chi l'aveva
voluto.
Edificio di notevoli dimensioni, (m. 75 di lunghezza x m. 25 di larghezza),
Santa Maria
viene edificata lungo l'alveo naturale di un torrente - la Val Vendra - cosa che comportò alcuni
delicati interventi d'ingegneria idraulica per regolamentarne il corso. Ha l'ingresso principale
sulla via di comunicazione diretta tra Bergamo e la Valle Camonica ed è costruito a pianta basilicale
su tre navate con abside poligonale orientato a levante; le sette cappelle sul fianco sinistro
vennero completate nei tre secoli successivi. I modi architettonici sono propri del Rinascimento
lombardo con forti influenze venete. Purtroppo nessun indizio è venuto alla luce sull'identità
del progettista anche se sulla base di un'attenta analisi è possibile formulare qualche ipotesi
sugli stili architettonici seguiti nel Acorso della sua edificazione.
La progettazione
iniziale doveva prevedere un edificio di forme goticizzanti, a similitudine di quelli noti
ai locali committenti e fabbricanti di panno che "esportavano" i loro prodotti oltre
le Alpi verso i paesi di cultura germanica, e che inoltre disponevano di magazzini nei
centri altoatesini. A quel primo progetto e a quel primo progettista, forse proveniente
da paesi più settentrionali, ne fu sostituito un altro che rielaborò il progetto, completò
l'edificio e ne improntò tutta la struttura interna secondo il gusto rinascimentale
ormai impostosi in Lombardia. La decorazione pittorica è stata realizzata in momenti
successivi e ha visto il contributo di diversi autori.

All'interno della navata centrale, nei pennacchi
sopra le dodici colonne, datati 1514, ad opera di
Floriano Ferramola(1480-1528), sono effigiati
gli Apostoli; nelle navate laterali e nel fregio sopra le arcate sono rappresentate le Sibille, i Padri
della Chiesa e i Profeti; nelle cappelle laterali si trovano opere, tra gli altri, di
Gian Paolo
Cavagna (1556-1627) e di
Gian Giacomo Barbelli (1604-1656). Il solenne coro ligneo dell'abside
è del '500, così come il complesso dell'organo che presenta due grandi ante dipinte all'esterno dal
Ferramola con la raffigurazione dell'Annunciazione; i due ritratti equestri dell'interno, datata (1518),
del bresciano Antonio Bonvicino, detto il Moretto (1498-1554), e costituiscono l'opera pittorica di
più alto pregio custodita in
Santa Maria. L'abside e il presbitero sono affrescati con motivi
decorativi "trompe-l'oeil" realizzati da
Ottaviano Viviani (1579-1646); la pala
raffigurante l'Assunta, ispirata a dipinti del
Moretto e del
Tiziano, è attribuita
al veneziano
Pietro Marone (1548-1625). Per finire, l'altare maggiore è opera della Bottega
dei Fantoni di Rovetta, con tribuna centrale di
Andrea FantonAi, datata 1712.
Dopo aver visitato questi splendidi luoghi sacri Lovere offre la possibilità di svagarsi e ristorarsi,
nei numerosi locali dislocati sull'affascinante cornice della riva del lago Sebino.