
Il vino bergamasco di qualità è oggi sinonimo di Valcalepio D.O.C., prodotto nelle tipologie
bianco (con uve Chardonay, Pinot bianco e Pinot grigio), rosso (taglio bordolese di uve Merlot
e Cabernet Sauvignon) e Moscato passito (con uve di Moscato di Scanzo). La coltivazione della
vite a Bergamo va fatta presumibilmente risalire all'epoca romana, tanto che si parla di un
tempio dedicato a Bacco nell'antico borgo di San Lorenzo. Nel XVI secolo quando la vite veniva
coltivata anche in pianura la provincia di Bergamo produceva molto più vino del suo fabbisogno
(circa tre volte tanto). Con l'introduzione dell'allevamento del baco da seta, avvenuta
agli inizi del 1700, la viticoltura decadde. Attualmente la vite è coltivata nella fascia
collinare che va dal fiume Adda al lago Sebino. Particolarmente rinnomate sono le zone
della Val San Martino i cui vini erano un tempo molto apprezzati sul mercato milanese,
di Scanzorosciate dove si produce un interessante moscato rosso passito, di Grumello
del Monte già sede nel 1888 di una scuola agraria, di Chiuduno, il Comune con maggir
superficie vitata in provincia di Bergamo, di Castelli Calepio e Villongo che un tempo
facevano parte della contea dei Conti Calepio. Completano la panoramica i vigneti
situati all'imbocco delle valli Brembana, Seriana e Cavallina, dove gli sbalzi termici
sembrani accentuare la finezza ed i profumi dei vini e la sponda occidentale del
lago d'Iseo. La dimensione delle aziende è medio-piccola (generalmente compresa
fra 0,5 ed 1 ettaro); le aziende iscritte al D.O.C. sono 54. Il consumatore
può acquistare questi vini di qualità, prodotti secondo le più razionali tecniche
enologiche, presso le Cantine Sociali di S.Paolo d'Argon e Pontida e presso le singole aziende.